Squat sweet squat: it's hard life
Bellico (19:39 Sat, 28/2/2009)| Categorie: GeonautaAmsterdam
Sono trascorse oramai due settimane da quando sono arrivato qui con Luca e sono rimasto contento che tutto sia rimasto come lo avevo lasciato due estati fa.
Il giorno Venerdì 13 Matteo da il cambio a Macchius che torna alla normale routine a Milano.
La “realtà” squat è piuttosto divertente e decisamente rilassante, il titolo del report è infatti preso da una frase detta da Erik sdraiato sul divano prima di addormentarsi.![]()
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Quasi ogni sera viene organizzato un vegan voku in uno squat adibito a “centro sociale”.
A rotazione gli equipaggi delle varie kraakpand(squat in olandese) preparano vivande, parlano di un argomento (infonight) e eventualmente,specie se c'è poca gente, proiettano un film.
Due parole sulla storia dello squat:
in Olandese Kraken (ri-occupare), è l'atto legittimato dalla legge di occupare un luogo che altrimenti rimarrebbe disabitato. Quindi il movimento squat si basa su uno dei tanti paradossi del nostro sistema sociale dove, a fronte di un'abbondanza -in questo caso- di “tetti”, ci sono persone che lavorano per pagare l'affitto o rimangono in strada. Queste case sono al 95% proprietà di banche e immobiliari (spesso sono immobiliari possedute da banche..gnam..gnam) che hanno poco interesse effettivo nel immobile quanto più traggono vantaggio nel tenerlo vuoto.
Quindi una volta localizzato un luogo apparentemente abbandonato, gli squatter fanno ricerche per avere informazioni su da quanto è in disuso, chi è il proprietario, se c'è acqua o corrente e quanto può rimanere occupato. E' impressionante vedere come possano avere accesso agli archivi governativi e trarne qualunque tipo di informazione. Questi dettagli servono per capire se c'è possibilità e convenienza di “squattare” un posto e l'uso se ne può fare (es. centro sociale, casa, garage di bici,ecc,ecc).
Dopodiché al “kraaksprektuur”(letteralmente: momento di dialogo a proposito dello squatting....ihihih) viene organizzata una “actie” che consiste nel sfondare la porta, chiamare la polizia per mettere a verbale che la casa è visibilmente abbandonata, barricarsi dentro per evitare che il proprietario, come spesso accade, assoldi 2-3 “armadi” e per sbattere fuori gli occupanti.
Nel caso questo accade c'è un numero telefonico di emergenza interno che, in caso di bisogno, fa si che gli altri squatters vengano in aiuto oltre alla polizia.
In particolare abbiamo avuto modo di partecipare ad un'azione in un edificio di 4 piani enorme (futura casa, workshop e social center) dove gli occupanti, non essendosi barricati bene, sono stati letteralmente sbattuti fuori dal proprietario. Alla fine è bastato chiamare altri squaters e la polizia, per ri-occupare la casa, e questa volta, barricarsi meglio.
Lo squat dove vivevamo insieme a Manu,Gemma, Erik (spagnoli) Marcos(germania) e Paolina(mexico) (questi ultimi due non molto presenti perchè studenti-lavoratori) è posizianato a Oostenpark appena fuori il centro turistico. Una volta era un negozio quindi è stato pazzesco vedere come con il legno abbiano costruito una “cucina-soggiorno”, un soppalco con “stanza da letto”, “doccia” e “bagno” e al “piano” di sotto la stanza di Manu e Gemma con una cantina per mettere le bici alla sera. Tutto è costruito con il legno e con cose trovate in strada, infatti in Amsterdam (non so se anche nel resto dell'Olanda) è facile trovare divani e altri elettrodomestici, praticamente nuovi in strada.![]()
Essendo l'arredamento piuttosto “open” una regola di buon gusto era di non usare “solidamente” il bagno nelle ore centrali, visto che a 30 metri c'era un ospedale “as clean as you could eat the soup”.
Per quanto riguarda la vita ad Amsterdam, le nostre giornate passavano tra lettura e studio, visite in altri squat, coffeshop, selezioni musicali di Erik, ogni tanto andavo nel centro turistico a suonare l'hang.
Sostanzialmente Amsterdam, vissuta con ozio romano, ti permette di arricchire lo spirito parlando con persone diverse; ecco che è stupendo notare che usualmente a un tavolo ti ritrovi a banchettare con inglesi,olandesi,cinesi,slovacchi senza i paletti mentali che un area chiusa e tradotta come l'Italia può talvolta presentare.![]()
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Come una volta mi ha fatto notare Manu, l'unica attenzione è a non farsi risucchiare, poiché il tempo libero c'è ed è facile impegnarlo in piaceri che la legge consente di soddisfare semplicemente entrando in un negozio. L'Equilibrio.
A'DAM di Jacopo Muscatelli
la pioggia che cade
non pesa
ma non cede
gente che incontri
sembra distante
non si odono parole
ma non e' importante
i colori sono grigi
la case sono tante
stili diversi
la cosa e' eccitante
i coffee sono pieni
strani pensieri
la musica pesante
il sole che irrompe
la nebbia lo spezza
il vuoto e' ingombrante
cosi ti accarezza
i canali
i suoi cigni
l'olanda e i suoi figli
figli di pace
e di ribellione
di duro lavoro
la mente si apre a qualcosa di nuovo